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Geopolitica: come cambia l’export nel 2026

Il 2026 sta segnando un cambiamento profondo nelle dinamiche globali del trasporto internazionale. Le tensioni geopolitiche, in particolare nella zona del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, stanno modificando costi, tempi e disponibilità delle rotte.
Le evidenze dal settore
Il podcast Autotrasporti di Radio24 descrive una situazione critica e incerta. Questa instabilità si riflette su tutta la supply chain.
Il Mare sotto pressione: la crisi nello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz – uno dei principali corridoi energetici del mondo – sta vivendo un blocco quasi totale. I dati aggiornati parlano di transiti ridotti del 97% (da 129 a 4 navi/giorno).

Cosa significa per chi esporta extra‑UE?
Per chi esporta al di fuori dell’Unione Europea, la situazione attuale comporta una serie di implicazioni rilevanti: i tempi di trasporto risultano meno prevedibili e assume un ruolo centrale la corretta verifica della documentazione doganale, mentre acquisiscono sempre più importanza le rotte alternative e le soluzioni intermodali.
Le aziende più strutturate si stanno già muovendo in questa direzione, investendo nella revisione dei lead time, nell’ottimizzazione doganale, nella riduzione dei rischi legati alle rese EXW/FOB a favore di condizioni più sicure e in una maggiore integrazione tra pianificazione e logistica.
Il 2026 richiede una supply chain più resiliente e una gestione doganale impeccabile. Comprendere i rischi geopolitici e aggiornare i processi aziendali diventa essenziale per mantenere competitività e continuità operativa.